Agricoltura biologica in crescita in Puglia

Bari e BAT protagoniste della transizione green

L’agricoltura biologica continua a crescere in Puglia, consolidando il primato nazionale per estensione di superfici coltivate con metodo bio. Secondo il Rapporto “Bio in cifre 2025” di Ismea, la superficie agricola biologica regionale ha superato i 318 mila ettari, registrando un incremento del 2,4% rispetto all’anno precedente. Un dato che rappresenta ormai quasi il 24% della SAU regionale e che avvicina concretamente la Puglia all’obiettivo europeo del 25% di superficie biologica entro il 2030, fissato dalla Strategia Farm to Fork.

In questo contesto, le province di Bari e Barletta-Andria-Trani si confermano territori chiave della transizione green, grazie a una forte presenza di aziende agricole biologiche e a una crescente integrazione tra produzione primaria e trasformazione agroalimentare. Nel Barese, il biologico è particolarmente diffuso nei comparti dell’olivicoltura, dell’ortofrutta e dei cereali, con un numero significativo di aziende che negli ultimi anni ha scelto di convertire le proprie coltivazioni al metodo bio. Un percorso agevolato anche dalla vicinanza ai principali mercati di consumo e alla grande distribuzione organizzata, dove la domanda di prodotti biologici certificati è in costante aumento.

Anche la provincia di Barletta-Andria-Trani mostra segnali di forte dinamismo, con una marcata specializzazione nelle colture olivicole biologiche e una crescente attenzione alla qualità delle produzioni, alla tracciabilità e alla valorizzazione delle filiere locali.

Dal lato dei consumi, i dati Ismea relativi al 2024 evidenziano un aumento della spesa per prodotti biologici nella GDO pari al 2,9%. In particolare, risultano in crescita frutta (+2,7%) e ortaggi (+3%), mentre si registra un forte balzo per le uova biologiche (+10,4%) e soprattutto per oli e grassi vegetali bio (+31,8%). Un dato particolarmente significativo per i territori di Bari e BAT, dove l’olio extravergine di oliva rappresenta una produzione identitaria e strategica.

«La crescita del biologico nelle nostre province dimostra che le imprese agricole stanno investendo con convinzione in qualità, sostenibilità e innovazione – sottolineano da Confagricoltura Bari-BAT – ma è indispensabile accompagnare questo percorso con politiche di valorizzazione del prodotto bio italiano e con strumenti che incentivino e rafforzino le filiere, dal campo alla tavola». Secondo l’associazione, è fondamentale sostenere gli agricoltori che scelgono il biologico, i quali, a fronte di rese produttive inferiori, si trovano ad affrontare difficoltà crescenti legate al cambiamento climatico. Una richiesta rivolta in particolare alla nuova programmazione regionale per l’agricoltura.

Confagricoltura Bari-BAT evidenzia inoltre la necessità di tutelare il reddito delle imprese biologiche attraverso l’applicazione, a livello europeo, del principio di reciprocità e conformità sulle importazioni, per evitare forme di concorrenza sleale da parte di prodotti provenienti da Paesi terzi con standard produttivi inferiori. In questo quadro, particolare attenzione dovrà essere riservata alle procedure di controllo e salvaguardia nell’ambito degli accordi Mercosur, recentemente definiti.

«Il biologico rappresenta un’opportunità concreta di sviluppo economico e ambientale per i territori di Bari e BAT – concludono – ma per renderlo davvero sostenibile servono aiuti economici, regole uguali per tutti, una forte valorizzazione del Made in Italy e un legame sempre più stretto tra imprese agricole e consumatori».